Dicono di me - Giuseppe lotario - Compositore e Direttore

Cerca
Giuseppe Lotario - Compositore e Direttore
Vai ai contenuti

Menu principale:

Dicono di me

 
NEBRODIANA
La marcia bandistica è' un genere musicale la cui fortuna deriva dalla possibilità' di adattarsi alla grande varietà' di interventi che la banda è chiamata a compiere, e alla variabilità di organico e di capacità tecnica ed esecutiva che questa può esprimere. Nebrodiana (cioè dei monti nebrodi, ove risiede Mistretta, la cittadina di appartenenza della banda esecutrice) è un esempio di come possa realizzare, restando entro i semplici limiti formali di questo genere musicale, una composizione dotata di un significativo livello di raffinatezza e articolazione di scrittura, sia per quanto attiene l'invenzione melodica, l'elaborazione del tessuto armonico e la strumentazione, sia per quanto attiene alle sfumature di agogia e d'espressione.
Mistretta 29.7.1988 Ric. Girolamo Garofalo, Elsa Guggino, Fabio Politi
Il sito del M° Giuseppe Lotario, pur essendo ancora in allestimento, offre una esauriente panoramica dell'attività del compositore siciliano. L'eccellente curriculum da già' un'idea del lavoro che il maestro ha maturato in molti anni a stretto contatto con la grande tradizione bandistica siciliana, innanzitutto, e con notevoli riconoscimenti anche a livello nazionale. Il sito offre la possibilità di ascoltare e scaricare la partitura di alcune delle numerose composizioni che il M° ha composto, appropriatamente suddivise in sezioni specifiche. Banda Musicale Cittadina di Darfo Boario Terme
 
Da sempre la Sicilia si pone come terra di tradizione, ma anche come terra di emancipazione e di ricerca musicale. Negli anni passati sono tanti i nomi di grand esponenti della musica bandistica che hanno legato il proprio nome a questa terra. Per me è' motivo d'orgoglio poter recensire l'opera di un carissimo e stimato amico anch'esso siciliano, quale è Giuseppe Lotario, persona umile e dalle spiccate doti musicali.  Inoltre, il fatto di poter recensire un cd che appartiene al mondo bandistico è per me una grande soddisfazione, perché sono queste pubblicazioni che permettono alla banda di poter fare quel salto verso mondi più alti. Nella letteratura bandistica non si può parlare di banda senza la marcia, perché il genere della marcia è quello più vicino alla musica della banda, visto che per esigenze pratiche, questo ensemble formato da strumenti a fiato e percussioni, è l'unico che riesce a esibirsi in movimento. Inoltre, la marcia è intesa come un genere compositivo proprio della banda, che appartiene ad essa e che, con il suo incedere marziale ma allo stesso tempo gioioso e pieno di vitalità, più di ogni altro esprime lo spirito di questa formazione strumentale. Quindi sono veramente contento che l'amico Lotario abbia realizzato un cd sulla forma della marcia. Specificatamente, in questo cd, l'autore si sofferma su due tipi di marcia: la marcia brillante, e su una forma di marcia che è una prerogativa dell'Italia meridionale: la marcia sinfonica. Ad un primo ascolto delle marce, la musica di questo cd risulta decisamente interessante. Subito si intravede come Giuseppe Lotario abbia lavorato nella ricerca di un suo stile e linguaggio personale, dimostrando nello stesso tempo di aver assimilato e fatte proprie le tecniche e stili del passato, proponendo oggi alcune idee nuove.
Andiamo dunque nel dettaglio, incominciamo a parlare delle marce brillanti. Ascoltando il cd, l'ascoltatore non può fare a meno di notare nelle marce brillanti di Lotario che non vi è un accordo, un motivo, una frase che non siano perfettamente connessi in un tutto omogeneo. Come se il tutto fosse stato premeditatamente calcolato costruito.
Ogni marcia brillante ha delle particolarità. Per esempio, nella marcia “Giada” l'autore ha posto nel tema principale delle sincopi, per evitare quella uniformità che sarebbe potuta derivare dalla regolare accentuazione dei tempi forti della battuta. Negli accenti sui tempi deboli, quindi, si può scorgere il proposito dell'autore di creare un arricchimento ritmico. Hanno quindi, un rilievo notevole quegli accenti posti in contrattempo, che producono una irregolarità nell'andamento ritmico, quasi ponendosi in attrito con il tema del trio. Un'altra particolarità la si può notare nella marcia “Lavinia”, dove abbiamo un primo tema con inflessioni liriche, che fa pensare ai temi della nostra tradizione operistica. Questo tema contiene tutto il materiale tecnico ed espressivo poi sviluppato nel corso di tutta la marcia. Si può dire, perciò, che l'autore ha inteso figurare il tema iniziale non come un'entità conclusa, ma come una struttura aperta, in cui diversi aspetti si dispiegano progressivamente nel corso della marcia. Molto interessante anche la marcia “Banda al parco”, specialmente per l'uso che l'autore fa della linea del basso nel trio, dove non sarei in grado di dire in che punto la melodia divenga la parte principale e dove la linea del basso torni ad assumere una posizione subordinata. E' questo un elemento nuovo del contrappunto di Giuseppe Lotario, vale a dire affermare la differenza fra melodia e linea del basso, per trasformarla l'una nell'altro. Chiaramente, il tessuto musicale della marcia viene enormemente arricchito, senza però disturbare lo schema che stabilisce una gerarchia fra melodia e accompagnamento. Per quanto riguarda l'ascolto delle marce sinfoniche, se ci chiediamo cosa è stilisticamente importante e caratteristico, io suggerisco una risposta: un controllo coordinato degli elementi musicali che creano moto e forma; sonorità, melodia, armonia e ritmo interagiscono fra loro proprio a tal fine. Infatti, ascoltando le varie marce sinfoniche si può subito dire che la musica di Lotario è saldamente fondata nell'omogeneità tematica e nella trasformazione dei temi. In più gli esiti concreti di tale trasformazione tematica assurgono al ruolo più elevato che può attribuirsi loro: diventano forze costruttive, che generano di fatto la forma musicale della marcia sinfonica. Ciò che colpisce maggiormente è la tendenza a creare un centro tematico unitario con assimilazione delle strutture ritmiche ed espressive del patrimonio popolare. Già con l'architettura delle marce sinfoniche, l'autore ci svela la sua forza espressiva e la sua voglia di costruire qualcosa di nuovo attenendosi alla grande tradizione. Per esempio, la ripetizione dei temi, in queste marce sinfoniche, non hanno la funzione che si dà al ritornello, come succede in molte marce sinfoniche, dove la ripetizione del tema fa riposare la fantasia dell'ascoltatore su un disegno già acquisito, utilizzando il tema come elemento di distensione. Tutto il contrario vuole l'autore: ascoltando il cd, nella ripetizione del tema, Lotario vuole che la tensione deve moltiplicarsi, l'ascoltatore non deve riposarsi, ma sentirsi sempre più incalzato. Inoltre, a mio avviso, i momenti nuovi e significativi di queste marce sinfoniche si presentano indubbiamente nella zona prima del grandioso finale e nella coda, dove l'autore pone molta attenzione ad usare concatenazioni armonico-tonali anche lontani dalla tipologia tradizionale. In molti momenti ho riscontrato un nuovo uso dei procedimenti compositivi non tradizionalmente attribuiti alla marcia sinfonica. Per esempio nel brano “Amatratina”, che è una marcia in fa maggiore, ho subito rilevato la modulazione che avviene alla misura 8 in la minore, invece di aspettarmi la solita modulazione alla dominante. Ma proprio per questo, tale modulazione è inaspettata e coloristicamente efficace. Nella marcia sinfonica “Suoni di Sicilia”, l'uso del cromatismo, il trattamento delle dissonanze, i passaggi improvvisi a tonalità lontane, si compenetrano in maniera così equilibrata che la marcia né risulta caratterizzata in un senso che ha del fantasioso e dell'improvvisatorio. Per non parlare poi, della marcia sinfonica “Assoriana”, in cui l'autore riesce ad organizzare elementi linguistici propri di un procedimento rapsodico, come la frantumazione del discorso musicale in progressioni su brevi incisi tematici con bruschi passaggi di registro. Ma questi tratti compositivi, che potrebbero conferire a questa marcia sinfonica un andamento spezzato, sono radicati pienamente in una struttura assai equilibrata e contraddistinta da un rigore costruttivo. Infine, come non menzionare la marcia sinfonica “Molisana” in cui si può notare la maestria nel modo di impiegare il tema iniziale, ascoltato nel corso della composizione compatto o scomposto nei suoi elementi. La testa di questo tema è trattata come piccole particelle ricche di potenzialità espressive più diverse, che si articolano in modi innumerevoli. Particelle melodiche dalle quali germina il discorso musicale. In tutta questa composizione l'imitazione della testa di questo tema è fittissima. In conclusione, da tutto quello che abbiamo detto, possiamo senz'altro dire che Giuseppe Lotario mostra chiaramente di aver acquisito una profondissima conoscenza dei timbri più suggestivi e delle più sottili sfumature di sonorità realizzabili con la banda. In tutte le marce di questo cd, l'ascoltatore ha la quiete dell'appagamento, la distensione felice e sazia. La musica raggiunge il massimo della ricchezza, le melodie si distendono e cantano, l'armonia è sempre interessante. Chi ascolta ha bisogno solo di godersi la musica. Inoltre, personalmente, ritengo che questo cd debba essere obbligatoriamente ascoltato da ogni direttore o compositore per banda, e che vada ogni tanto riascoltato cercando all’interno di esso nuovi spunti, nuove idee, nuove ricerche. 
Mario Gagliani - ex vice direttore della Banda centrale della Marina Militare e docente di composizione al Conservatorio di Musica "Francesco Morlacchi" di Perugia
IL MAESTRO LOTARIO: DIRETTORE, DIDATTA E COMPOSITORE
Il CD, custode di alcune “Opere” del Maestro Lotario eseguite dall’Orchestra di fiati “F. Bajardi” di Isnello diretta dal M° Giuseppe Testa, è uno scrigno di gradevoli preziosità. Nella raccolta si avverte la sensazione di voler descrivere il percorso della vita artistica del Maestro compositore. Lo dimostra la scelta tra le sue numerosissime produzioni che costellano il panorama bandistico: da Amastratina composta a Mistretta a Isnellese che rappresenta una delle sue ultime dedicazioni. Una vita trascorsa tra le linee parallele del pentagramma che ha riempito di espressioni musicali, di percezioni emotive. Un linguaggio che esprime il suo stato d’animo a volte allegro, a volte sereno e romantico ed è qui che subentra l’elaborazione mentale che ha a che fare con le emozioni molto invadenti. Ma è proprio questa la libertà della meraviglia del nostro “io” pronto a godere della magnificenza della musica. Conoscevo già le qualità del Maestro sin da quando ha dato vita e significato alla banda di Mistretta. Allora suonavo il flicorno sopranino e non posso dimenticare quando, durante le prove, il suo sguardo intenso, coinvolgente e la sua sensibilità uditiva erano lo sprono per bandire la distrazione: non si poteva sbagliare una nota, un errore che faceva notare con indulgente dolcezza. Non è necessario essere esperti per carpire il personaggio. Basta ascoltare con attenzione i brani incisi nel CD. La composizione è un’arte che, anche qui, richiede l’applicazione di molteplici abilità da parte di chi la esercita. E’ necessaria, infatti, l’ispirazione, la tecnica, la capacità di raccoglimento e l’abilità di trasmettere le sensazioni che si trasformano in emozioni. C’è tutto questo nella piccola raccolta. Personalmente, ascoltando questo prodotto di qualità, non posso fare altro che complimentarmi con i dirigenti dell'associazione per la fatica organizzativa che l'operazione ha sicuramente comportato, con il maestro per l'accurata interpretazione e con tutti i componenti dell’Orchestra che hanno saputo affrontare con maturità tecnica ed espressiva le impegnative composizioni. È vero che è il suono degli strumenti che rende concreta la vivacità dell’idea compositiva, ma è anche vero che non si potrebbe ottenere un risultato soddisfacente se gli strumentisti non fossero tutti affidabili. É questo uno dei motivi per cuisono rimasto colpito dalla maturità del suono del gruppo orchestrale. L’insieme musicale, secondo il mio modo di capire la musica, ha legato i giusti contrasti di colore con l’eccellente equilibrio sonoro. La direzione dell’orchestra di fiati del Maestro Giuseppe Testa ha sicuramente esaltato la sua capacità nel comprendere e interpretare il linguaggio musicale del compositore. Mi riferisco all’abilità di guidare un ensemble in quel difficile equilibrio tra libera espressione personale e quanto il compositore ha voluto esprimere. Non è
facile trovare sillogi simili. La direzione per la registrazione dei brani dal vivo rende più suggestiva l’esecuzione per la sua genuinità e immediatezza e, nello stesso tempo, porta l’ascoltatore a esprimere, ne sono sicuro, meritati elogi verso il Maestro direttore per il coraggio diventato sinonimo di sicurezza. Il maestro Giuseppe Lotario è diventato una grande figura del panorama musicale. Oltre ad essere un famoso direttore e didatta, si è fatto apprezzare come compositore. Ha vinto, infatti, numerosi concorsi nazionali classificandosi diverse volte al 1° posto, al 2° e al 3° posto senza considerare numerosi altri piazzamenti e riconoscimenti. Sono proprio queste le prove delle sue qualità. Il vastissimo repertorio che si può ammirare collegandosi con il suo sito (http://www.giuseppelotario.net) testimonia la sua grande capacità creativa che spazia in tutti i generi musicali per banda e orchestra. Il mio modus operandi è sicuramente spontaneo, è la reazione immediata priva di artificiosità che avverto dopo avere ascoltato ciò che m’interessa. La struttura melodico-armonica delle composizioni del Maestro Lotario mi ha sempre emozionato. A volte, e non intendo vergognarmi, ascoltando la sua musica riconosco una mia debolezza, divento preda della commozione.Una produzione, questa, degna della massima considerazione artistica e culturale, uno spaccato del suo patrimonio intellettuale che viene consegnato a tutte le generazioni e al mondo intero ed io sono orgoglioso di averlo avuto come mio maestro.
Lucio Vranca

E’ sempre un onore,  per me, e motivo di orgoglio esprimere un parere su un lavoro musicale, e questa volta lo è ancora di più se penso che l’invito arriva da uno dei più esperti compositori siciliani. Sono cresciuto nel mondo bandistico con il “mito” del maestro Lotario. Sin da quando ero bambino il maestro Lotario era già un’icona, e quando in piazza si voleva suonare una marcia sinfonica di “peso” la scelta ricadeva sempre su tre o quattro compositori, uno di questi era ed è Lotario. Ricordo quando inizia lo studio del clarinetto, il mio vecchio maestro mi mise davanti una fotocopia ingiallita di una marcia sinfonica dal titolo Nebrodiana, la prima marcia sinfonica che studiai, e che tanto mi fece ammattire per via della mia inesperienza, con quella calligrafia sottile, con le note sopra e sotto il pentagramma a forma di croce rivolte verso destra,  e che ancora conservo con affetto.  E oggi mi ritrovo a recensire un cd proprio del maestro Giuseppe Lotario, che oggi ci unisce una profonda stima e amicizia, e ancor di più, per ciò che mi riguarda rispetto e ammirazione per ciò che lui rappresenta nel panorama bandistico siciliano e nazionale. In questi anni di magra culturale a molti finisce per andare bene quasi tutto pur di riempire le orecchie con qualcosa che faccia . Figuriamoci, ci si accontenta di tutto a discapito della qualità, basta la quantità a fare peso.  E questo lo si nota maggiormente nel mondo della banda musicale, soprattutto per ciò che è il repertorio delle marce sinfoniche.  Chi ha un minimo di dimestichezza  può notare da solo osservando una partitura o almeno ascoltando quante marce sinfoniche negli ultimi anni sono state sfornate a quantità industriali, ma solo in poche possono essere apprezzabili per la giusta scelta della melodia, dello sviluppo dei suoi temi, dell’armonia su cui essa viene adagiata e alla strumentazione utilizzata. Ecco che in questo periodo di crisi culturale, il cd del M° Lotario spunta dal nulla, quasi a voler riportare alla giusta attenzione l’ascoltatore,  il musicista e  i direttori, con  alcune tra le più apprezzabili composizioni del maestro ennese. Aggiungerei anche “finalmente è arrivato” perché dopo una lunga carriera passata dal clarinetto ai programmi di scrittura musicale, passando dalla bacchetta ai numerosissimi trofei vinti con i suoi lavori, ci voleva un cd che coronasse l’impegno e la passione di Giuseppe Lotario. Il cd composto di 11 tracce tra marce militari e soprattutto sinfoniche,  penso possa dare un contributo per risollevare il mondo della banda da questa depressione. Ma questa incisione non mette solo in mostra le doti compositive del maestro, ma è anche un piccolo spazio personale  che ripercorre la vita musicale di Lotario, infatti un attento ascoltare potrà captare una diversità  spazio-temporale lunga 40 anni, benché gli schemi sono quelli simmetrici della marcia, i temi che ha scelto sono sicuramente stati dettati da momenti di vita vissuta, esperienze che ha passato,  oso immaginare un motivetto fischiettato al bar durante una partita a carte, o canticchiato da un alunno durante una lezione, ed ecco che il maestro ne trae spunto per delle pagine di marce brillanti e sinfoniche. Ma allo stesso tempo si può vedere come la sua evoluzione compositiva sia maturata nel tempo senza mai cambiarne lo stile, ricco di note, con quelle scale che salgono e scendono arricchendone i temi dalle armonie cangianti che passano tra le varie sezioni dell’organico bandistico. Per concludere è doveroso soffermarsi anche sulla banda di Isnello che ha eseguito le marce. Ormai è nota la sensibilità della banda musicale “F. Bajardi” e del M° Testa verso questo tipo di repertorio, tant’è che già in passato mi hanno sempre dato l’opportunità e l’onore di recensire e presentare diverse incisioni. E si vede che la passione e l’attenzione  che hanno rivolto a questo lavoro discografico è stato tanto. La registrazione è ottima, i suoni risultano ben bilanciati e c’è molto equilibrio tra le sezioni che suonano con una buona intonazione. Non mi rimane a questo punto che sperare in una prossima pubblicazione magari sta volta oltre le marce ascoltare anche il repertorio originale da concerto del M° Giuseppe Lotario. 
Giuseppe Scarlata - Etnomusicologo Antropologo siciliano.
È con grande orgoglio e soddisfazione che saluto la realizzazione di questo CD di marce sinfoniche e militari, importante testimonianza della musica per banda del grande compositore siciliano Giuseppe Lotario. Il CD è stato inciso, con grande professionalità, dai musicisti della Banda d’Isnello, i quali hanno saputo interpretare e rendere omaggio alle belle e non facili pagine della musica di Lotario, dalle quali traspare subito l’immagine di un uomo buono, umile e altruista, prima che grande musicista.
Nel disco sono presenti alcune composizioni che si sono distinte e che sono state premiate in alcuni dei tanti concorsi nazionali, ai quali Giuseppe Lotario ha partecipato sin dal 1997 ad oggi. Infine il mio più sentito e sincero “in bocca al lupo” và a tutti coloro che hanno contribuito alla rea­lizzazione di questo lavoro, e che sia da esempio per tutti coloro che hanno a cuore la crescita musicale e culturale della nostra amata terra.
Il Presidente FEBASI Prof. Alfio Zito
Il sottofondo musicale: "STADIUM" di  Giuseppe Lotario
 
 
Torna ai contenuti | Torna al menu